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Agriturismo Fanny

loc. Le solca, Casoli val di Lima
55022, Bagni di Lucca
P.IVA 02164030468
Tel.: +(0039)3471930723
info@agriturismofanny.it 

Agriturismo

Cenni Storici

Chiesa di San Donato

Chiesa di San Donato

“Di fronte a Còciglia, ma pi alto, oltre le strette, sulla sponda sinistra della Lima, l’ermo balzo di Casoli, ancora nell’ombra, appariva di un bel verde cupo alla base, dove è rivestito di folta boscaglia, azzurrino in alto, dove la nuda roccia a picco si tingerà poi al tramonto di un giallo dorato. Sopra al balzo è l’esile e grigia torre campanaria di Casoli Val di Lima, con qualche casupola, perché la maggior parte del aese rimane invisibile, da questa parte adagiato com’è sull’altro versante del colle.”



Dai documenti in nostro possesso non è possibile stabilire con certezza la data della sua fondazione, le prime notizie documentate che la riguardano risalgono al 1180, quando il suo sacerdote Amito e i Consoli Donto e Orsello del comune di Casoli giurarono fedeltà al Vescovo di Lucca Guglielmo, in un documento antecedente datato 18 marzo 943 vengono citate solo le “Ville” di “Casule” e di “Lacu” ( in quel periodo poco distante da Casoli sorgeva un piccolo paese “Lacu” andato poi distrutto nei secoli successivi).
Nel Catalogo degli Estimi della Diocesi di Lucca del 1260, la chiesa di S.Donato la troviamo dipendente dalla Pieve di Vico Pancellorum “Plebes de Vico Panceloro”, con una buona rendita, 50 lire pisane.
Altre notizie della chiesa le ritroviamo in un documento redatto nel 1553, in occasione della visita pastorale del Vescovo Alessandro I Guidiccioni, nel quale risulta unita in quel periodo alle chiese di S.Maria di Palleggio e S.Michele di Cocciglia. La chiesa di S.Donato, costruita in stile romanico a tre navate nel corso dei secoli è stata sottoposta a molteplici lavori di restauro e ristrutturazione, che ne hanno stravolto l’aspetto originario.

Casoli è uno dei borghi più antichi della Val di Lima, le prime tracce umane (cacciatori nomadi) nella zona risalgono al Paleolitico Medio, presenza confermata dal ritrovamento di un manufatto in selce nera fra numerosi ossi d’orso e di altri animali in località “Carboneria” (ubicata poco più in basso del borgo), a questi cacciatori nomadi in seguito si aggiunsero alcune tribù nomadi provenienti dalla costa ligure, che diedero vita ai primi insediamenti stabili.
La storia di Casoli ha inizio da uno di questi primi insediamenti celtici, nato presso una fortificazione eretta nella parte più in alto e impervia della colina, questo primo “Castellare” in grado di offrire riparo in caso di pericolo alla popolazione  del villaggio , ospitava al suo interno anche il centro sacrale del “Conciliabulum” (suddivisione territoriale dei Liguri-Apuani), le cui rovine oggi formano un complesso litico fra i più interessanti e misteriosi della provincia di lucca.
Nel 180 a.C. i romani, dopo una seria di spedizioni militari in Val di Serchio, riuscirono a scoffiggere e a sottomettere i Liguri-Apuani. iniziando a colonizzare la Garfagnana e le valli limitrofe, la romanizzazione della Val di Lima coinvolse anche il piccolo villaggio celtico di Casoli ( toponomio di origine latina “casa” – “casae”).Dopo la caduta dell’Impero romano, la Val di Lima venne occupata dall’esercito barbaro dei Goti e successivamente dai Longobardi, Casoli come gli altri paesi della valle ne condivise la sorte e oggi è uno dei pochi paesi della provincia di Lucca, che di questi due popoli conserva ancora alcune tracce, nel 1981 all’interno di una casa diroccata furono rinvenute alcune pregevoli vestige longobarde, fra le quali una pietra in arenaia con inciso centralmente un’iscrizione longobarda (forse l’unica fino ad oggi rinvenuta in Italia centrale), composta da 13 segni. La pietra secondo uno studio effettuato al momento della sua scoperta dagli storici R.Ambrosini, C.Puccini e M.Zecchini, presenterebbe una fonetica e una morfologia tipicamente longobarda i tre storici alla fine dei loro studi gli attribuirono la seguente traduzione UUOTORNAVEISSI “agli invasati (o indemoniati) grazia sia”.
Con l’arrivo dei Longobardi, iniziamo ad avere le prime notizie documentate di questo paese dal passato misterioso, Casoli viene citato per la prima volta in una pergamena del 983, nella quale il Visconte Fraolmo figlio di Fraolmo ottenne dal Vescovo di Lucca Teudigrimo in allivellamento dei beni posti in “Casule”.Nel 1180 presso la chiesa di S.Quirico Ponticello (l’attuale Monte S.Quirico di Lucca), venne redatto un’importante documento per la storia di Casoli, in questa pergamena il presbitero Amito della chiesa di S.Donato in Casoli e i Consoli del castello di Casoli, Donto del fu Arrigo e Orsello del fu Baroncello, giurarono fedeltà al Vescovo di Lucca Guglielmo, questo documento scritto quando il paese apparteneva al feudo dei Porcaresi, conferma l’avvenuta edificazione della sua chiesa parrocchiale e del suo castello “Castro de Casore” eretto sopra l’antica fortificazione Ligure (località ancora oggi detta “Castello”) probabilmente all’inizio del XII secolo, ma soprattutto documenta l’avvenuta costituzione del suo “Comune”, il primo documentato in Val di Lima e fra i primi in lucchesia.
Nel XIII secolo, Lucca desiderosa di espandere i suoi confini cercò di sottomettere la Val di Lima, i castelli della valle fra i quali Casoli, per sottrarsi al giogo lucchese chiesero protezione a Papa Gregorio IX (in quel periodo in piena lotta con Federico II alleato di Lucca), riuscendo ad allontanare il pericolo, ma Lucca non rinunciò al progetto e negli anni successivi riuscì ugualmente a sottometterli tutti, per la scarsità di documenti non sappiamo quando Casoli finì sotto l’insegne lucchesi, ma nello Statuto Lucchese del 1308, risulta già appartenere alla “Vicaria Terrarum Civium et Vallis Lime”.
Alcuni anni dopo Lupo Lupari Signore di Benabbio e in quel periodo anche Signore di Casoli, per una questione di danaro entrò in lite con l’amico e alleato Castruccio Castracane Signore di Lucca, che per punirlo lo scacciò dalle “Terre” lucchesi impadronendosi dei suoi beni.
Nel 1336 Firenze riprese le ostilità con Lucca (e suoi Signori gli Scaligeri) inviando le sue milizie comandate da Pietro de Rossi, a “guastare e arrecar danno” nel contado lucchese, ai primi di marzo le milizie fiorentine cercarono di valicare le montagne pistoiesi per assaltare il castello di Casoli, ma durante la marcia di avvicinamento sulle montagne si abbattè un violento temporale, che costrinse i soldati a rinunciare all’azione e a rientrare alla base, nei giorni seguenti le milizie si spostarono in altre zone e il castello di Casoli si salvò senza rendersene conto.
Nel 1807 durante il Principato di Elisa Baciocchi, gli amministratori napoleonici sempre pronti a spremere denaro ai lucchesi, contestarono alla comunità di Casoli un debito (5000 lire) contratto secondo loro con l’amministrazione lucchese due secoli prima, quando l’epidemia di peste colpì duramente il paese, i casolini dopo una serie di controlli riuscirono a dimostrare che non si trattava di un debito, ma di una tassa non pagata completamente e se la cavarono con una piccola somma.
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Pietra incisa in lingua gotica

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